Amato e odiato. È in grado di esaltare e contemporaneamente di svilire il fascino di una donna. Il tacco costituisce da sempre uno status symbol tutto al femminile. Slancia la silhouette e rende i piedi più belli. Si, perché i nostri piedi non ci deluderanno mai: “non ingrassano e non dimagriscono”. I tacchi ci trasformano in seduttrici dominanti, che guardano l’uomo dall’alto al basso. Il tallone della donna viene a trovarsi come su di un piedistallo, acquistando valenza erotica tutta particolare. La costringe a camminare a piccoli passi e con “movenze da gatta”. Read more »
“Siate sempre capaci di sentire nel più profondo qualunque ingiustizia commessa contro chiunque in qualunque parte del mondo. E’ la qualità più bella di un rivoluzionario”.
“Ho iniziato a fumare a 13 anni, ho perso la verginità a 13 e a 14 avevo già provato ogni tipo di droga. Non dico di essere stato un cattivo ragazzo, ero solo curioso!”
“Il mio corpo è un diario in un certo senso. E’ come usano fare i marinai, per i quali ogni tatuaggio significa qualcosa. Un determinato periodo della vita, un evento bello o brutto, viene inciso nella sua carne. Se lo si fa da soli o con un coltello o si fa fare un tatuaggio da un artista professionista, è la stessa cosa”. Read more »
Ricorda, ci sono 6127 studenti all’Adams, e il 58% sono ragazze.
E allora?
Allora fanno 7107,32 capezzoli!
Quando nel 1984 il film “La rivincita dei Nerds” sanciva questa parola come l’etichetta da affibbiare a quei soggetti con una certa predisposizione per la ricerca intellettuale, l’immagine del Nerd nei mass media consisteva in un uomo giovane con grossi occhiali dalla montatura nera e un pocket protector nel taschino, per evitare che le numerose penne che teneva perdessero inchiostro e rovinassero le camicie. Read more »
Riviste, siti web, tv ci bombardano di messaggi sulle famose regole d’oro per perdere peso e mantenersi in salute. Regole che in realtà si contraddicono tra di loro. Si dice di ridurre, se non eliminare, l’assunzione di carboidrati e poi troviamo spiattellata in prima pagina la dieta a base di “pizza”, una delle regole d’oro è la riduzione di zuccheri ed ecco la “dieta del gelato” soprattutto quando si avvicina il periodo estivo. Famosa anche la “dieta della banana” che sta riscuotendo un grandissimo successo, salvo poi scoprire che è uno dei frutti più calorici che esitano in natura. Read more »
Il gentil sesso infrange un nuovo tabù, quello dell’amore a pagamento. Torna infatti di moda il gigolò che, in cambio di denaro o di regali, è pronto a soddisfare qualsiasi desiderio femminile. Sono passati quasi 30 anni dall’uscita di “American Gigolo”, pellicola che lancia Richard Gere nello star-system hollywoodiano e che per primo racconta apertamente la storia di signore alla ricerca di sesso a pagamento. Read more »
Un pc, una connessione a Internet -meglio wireless per un pò di discrezione- e magari anche una webcam: ecco, nel terzo millennio, la formula segreta per trovare l’anima gemella. Niente più incontri casuali al bar, o “scontri” all’angolo della strada o gioco di sguardi in metropolitana. Oggi l’amore si trova sui siti d’incontri: Meetic, Be2, Onemeet…Come funziona? Facile. Basta mettersi comodi davanti al proprio computer, entrare nel sito prescelto, iscriversi (ovviamente pagando un abbonamento), inserire le proprie particolarità fisiche e caratteriali, selezionare quelle relative alla persona che si sta cercando e attendere. Infine, dopo varie operazioni logico-matematiche, il potente calcolatore è pronto per il responso, offrendoci il nome di colei o colui che ci cambierà la vita. Ora però tocca a noi renderci interessanti, intrattenere una conversazione, raccontare la nostra vita…E se non va? Read more »
Il vuoto è presente nelle nostre vite più di quanto ce ne si possa rendere conto, con la particolarità che sa far cadere l’attenzione sul suo opposto, il pieno, ma in molti casi è più contingente di quest’ultimo.
Esso è intriso di ambiguità, rappresenta tutto e non rappresenta niente.
Eppure, tra l’idea di vuoto che esiste in Occidente e quella concepita in Oriente non vi è nessuna relazione perciò si tratta di un concetto difficilmente definibile ma culturalmente definito. Read more »
In termini tecnici un tag è un’etichetta, un termine associato a un contenuto digitale per facilitarne l’indicizzazione nei motori di ricerca. E’ quindi un modo semplice per arrivare più velocemente all’oggetto della propria ricerca.
Il fenomeno Facebook (letteralmente album delle facce) sembra inserirsi perfettamente nel panorama culturale odierno: l’era dell’ homo videns, dell’immagine, del bisogno di “essere visti”; non importa in che modo, in TV, al cinema, su un manifesto pubblicitario, su Facebook o su MySpace. Non importa in che modo, l’importante è esserci, uscire dalla massa e affermare sé stessi, la propria esistenza. E l’azione del taggare che cosa rappresenta se non dare un nome ad un volto? Cosa esprime se non la voglia di affermare la propria identità, la propria esistenza? Dare il nome ad una cosa è l’azione fondamentale per sancirne l’esistenza. Il nome è identità. Dare un nome ad un individuo significa dargli un’identità, distinguerlo da tutti gli altri, attribuirgli caratteristiche e qualità che lo rendano unico e irripetibile, diverso da tutti gli altri. Read more »
Tutti coloro che hanno un account sono virtualmente membri di una rete sociale. Perché?
Per lavoro, per promuovere se stessi o qualche propria attività, per curiosità, per non sentirsi soli, per difficoltà di instaurare relazioni concrete con altre persone.
Se con internet le distanze si sono accorciate, con i Social Network questa realtà è diventata ancora più tangibile per la praticità nell’interagire con altri utenti. E’ vero, i corpi sono sempre distanti, ma i contenuti della mente e le esperienze di ognuno sono serviti su un piatto d’argento. Basta un semplice click e si ha la possibilità di far sapere a tanti della propria esistenza: hobby, idee, pensieri, o semplicemente di far sapere di esserci in questo nuovo mondo che si allarga sempre di più, che raccoglie sempre più consensi e che riesce a rendere protagonisti anche persone che mai si sarebbero sognate di raccontarsi.
Di Social Network ne troviamo tanti e spesso sono molto simili, ma ognuno ha la sua particolarità: Facebook è riuscito a superare il “tabù” del cognome. Prima si era quasi intimoriti nel fornire i proprio dati reali agli altri utenti per paura di essere “riconosciuti”. Facebook ha rotto il ghiaccio, infatti l’iscrizione prevede l’inserimento del nome e del cognome e quindi, essendo tutti “scoperti”, si ha la possibilità di essere rintracciati e di rintracciare l’amichetto di infanzia o la fidanzatina dell’asilo.
Se prima incidere la propria musica, farsi conoscere da tanti e da case discografiche era un’impresa faticosa in termini economici e di tempo, ora, con i Social Network quali Myspace, è diventato semplicissimo : il solito click e si è sulla piazza. Ovviamente senza sottovalutare il grado di bravura e di fortuna: Arctic Monkeys, Lily Allen e molti altri ce l’hanno fatta.
Non dimentichiamo le amate foto, le quali esse stesse diventano fenomeno aggregante e sociale, “l’occhio è il metro di giudizio più importante”. Vedere l’ex fidanzatina come è diventata, ricordare l’estate passata con gli amici, “osservare” la vita degli altri, sono le attività più frequenti.
Ci sono comunità virtuali che si basano proprio sulle fotografie a livello professionale e non, dando la possibilità agli utenti di farsi conoscere anche in questo campo, di trovare nuove collaborazioni ed occasioni o partecipare ad eventi importanti.
Tutto ciò a volte può diventare una tortura, ma dipende dall’uso che se ne fa. Narcisismo, frustrazione e alienazione potrebbero avere il sopravvento sulla curiosità. Narcisismo perché ormai si è portati a valutare quanto lo spazio virtuale sia “figo”, quante le visite, quanti i commenti alla foto della nonna, è come se diventasse una gara a “chi ne ha di più”, tutto per accrescere la propria autostima e quella degli altri, ma quando ciò non avviene si passa alla frustrazione e successivamente alla dipendenza: “devo controllare chi mi ha cercato, cosa vogliono, devo rispondere al tipo del Perù che mi ha commentato la foto con il cane”, fare in pratica attività sociale virtuale come si farebbe al bar.
Questo spazio virtuale personale non è altro che la mera rappresentazione dell’idea che si vuole dare agli altri di sé, massimizzando i pregi e minimizzando i difetti.
L’uomo agisce in questo modo anche nella vita reale, soltanto che con i Social Network oltre ad essere abbattute le distanze, viene data la possibilità e la libertà di mostrarsi e guardare indisturbati, con il risultato che tutti vengono a conoscere tutti, scoprendo che il mondo è poi così piccolo.