Poker Online
“…quando la fortuna va bene ma l’abilità va meglio”
Lo sviluppo esponenziale di Internet e la possibilità di adattamento ai new-media non può essere l’unica causa di affermazione del poker. Una società individualista come la nostra, che garantisce poco le persone e nega ad ampie fasce di popolazione quelle garanzie legate alla stabilità dell’impiego e alla sicurezza dell’occupazione, si declina come uno scenario in continuo mutamento dove la semplicità di un click all’interno di una qualsiasi poker-room può rappresentare una via di fuga da un mondo dove affermarsi appare difficile.

Da questo scenario nasce il mito Moneymaker, il giocatore di poker on-line, colui che letteralmente “fa i soldi” alle macchinette, ma non solo. Investendo poco più di 39 dollari in una poker-room un celebre Moneymaker ha ottenuto un pass per i campionati mondiali di poker del 2003 che lo hanno visto vincitore facendolo diventare plurimilionario. Da allora il numero di partecipanti al fenomeno pokerista ha registrato un aumento continuo sino a raggiungere la quota di 4,3 milioni di giocatori solo nel mercato italiano, secondo un’indagine condotta da Ipsos. Di questi 970 mila giocano frequentemente per un giro d’affari pari a 140 milioni di euro. Il tutto è facilitato dalla possibilità di restare comodamente seduti sulla poltrona di casa, il che incrementa non solo la possibilità di utilizzo, ma anche l’abuso in senso patologico del poker in rete. I giocatori incalliti diventano presto vittime del poker on line. Finiscono per ridurre al minimo l’incontro con altri individui, eliminano ogni attività culturale come la lettura, ritagliano progressivamente sempre meno tempo per gli hobbies, gli amici e nel complesso per un costruire e mantenere relazioni con il contesto sociale al di fuori delle mura di casa. I risvolti negativi sono le difficoltà interpersonali che legano il singolo ad un rapporto costante e permanente con la macchina, la quale può diventare lo strumento che condiziona e controlla la vita emozionale, psicologica e sociale del soggetto stesso.
Ma la forte complementarietà con quelle che sono le forze totalizzanti espresse dalla globalizzazione consentono al poker on line di porsi nella scia di un fenomeno fortemente plurale, aperto a chiunque. “Sul tavolo verde l’unico colore che conta è quello delle carte” è un’espressione che cristallizza un concetto chiave, quello della mancanza di qualsiasi forma di discriminazione in cui razza, religione e sesso sono variabili prive di significato. Inoltre l’ormai affermata considerazione del poker come gioco di abilità elimina tutti quegli aspetti che lo rinchiudevano entro confini esclusivamente legati alla fortuna. Una partita di poker è incentrata sui giocatori seduti al tavolo verde piuttosto che sulle carte che si hanno in mano. Le carte girano, la fortuna va e viene, ma l’abilità tecnica e psicologica di un giocatore rimane una costante indispensabile per la riuscita di una mano o di un’intera partita di poker (su tali criteri si basano le normative recenti di legalizzazione del poker). Più che un semplice gioco di carte il poker è una scuola di vita: è un gioco nel quale un numero ridotto di giocatori cercano di superarsi l’uno con l’altro in astuzia, in un contesto di strategie segrete e abili calcoli. Molte interazioni umane possono essere interpretate come scontri di intelletti, alla stregua del poker. Infine, la possibilità offerta a tutti (dilettanti e professionisti) di partecipare a tornei e riscuotere vincite milionarie è l’aspetto fondamentale che accresce sogni e speranze dei giocatori e alimenta una progressiva espansione del fenomeno poker. Un terreno dove ciascuno può dimostrare di essere un vero asso.
Vincenzo Vigliotti
Pubblicato: 27 October 2009 | miti
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