La Bellezza
La bellezza.
Cos’è la bellezza? Può essere considera un mito contemporaneo? E che effetto ha, questa, sulla gente? La risposta non è semplice ma alcuni dati possono chiarirci meglio le idee.
Secondo un recente sondaggio il 13% delle bambine, tra i 6 e gli 11 anni, comincia già a preoccuparsi del proprio aspetto fisico, il 39% delle italiane afferma di essere costantemente a dieta e, come se non bastasse, il 70% di queste si sente depressa e in colpa dopo aver sfogliato per tre minuti una rivista femminile.

Alla luce di ciò, la maggior parte delle donne crede di dover adeguare il proprio corpo a un determinato modello. Un modello che le aiuti ad assomigliare a quell’ideale di bellezza fisica riconosciuto dalla società e strettamente legato all’epoca e alla situazione economica di un popolo. La bellezza, quindi, è un prodotto culturale, cioè un valore socialmente dato che si modifica nel tempo e nello spazio e che coincide (soprattutto al giorno d’oggi) con la volontà di fermare i segni del tempo, come un’istantanea ai tempi della nostra giovinezza, e con una certa idea di corpo, segnato dalle curve e calibrato secondo certe proporzioni. Le prime ci rimandano al rapporto vita-fianchi. Le ricerche effettuate in proposito mostrano che ovunque gli uomini preferiscono un corpo femminile a forma di clessidra anziché di uovo o di pera, il che corrisponde alle famose misure di Marylin Monroe, 90-60-90. Le seconde, invece, ci rimandano ad un’innata preferenza per la simmetria negli esseri umani, quindi, oggi non verrebbe considerata attraente una persona con un occhio alto e l’altro basso, o con una gamba lunga metà dell’altra.
In poche parole la bellezza non ha solo una base biologica (quale espressione di certe regole di sopravvivenza modellate dalla selezione naturale) ma è permeata e condizionata dalla nostra cultura. Inoltre nella nostra società, i media e lo star system esercitano una pressione costante sui giovani verso la perfezione fisica ed è per questo che oggi la bellezza può considerarsi un mito contemporaneo: una presenza costante che aleggia incontrastata, un’etichetta, una griffe da indossare per poter far parte di quel circuito della contemporaneità, un modo per poter dire “sono al passo con i tempi”.
Nel 1994 due economisti americani, Hamermesh e Biddle, hanno cercato di capire se la bellezza avesse un’utilità pratica. In effetti è risultato che le persone più avvenenti guadagnano il 5% in più di quelle di bellezza media, che a loro volta guadagnano fino al 10% in più di quelle considerati meno attraenti. Molto, comunque, dipende dalla cura personale, dal tentativo di risultare piacevoli, che comunica sicurezza di sé e stima personale. Ma la cosa più sorprendente di questa ricerca è che, mentre le donne, in particolare le giovani, spendono energie, tempo e denaro per la cura di sé finalizzata a somigliare alle donne dello star system, il 68% degli uomini amano le curve e solo il 32% considera un fisico ideale quello alla Kate Moss.
Quindi, alle volte, le donne si confrontano con modelli che non appartengono alla vita reale e si dimenticano di fare a chi le ama la domanda più semplice: ma tu… mi trovi bella?
Chiara De Astis
Pubblicato: 8 October 2009 | miti
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