Johnny Depp
“Ho iniziato a fumare a 13 anni, ho perso la verginità a 13 e a 14 avevo già provato ogni tipo di droga. Non dico di essere stato un cattivo ragazzo, ero solo curioso!”
“Il mio corpo è un diario in un certo senso. E’ come usano fare i marinai, per i quali ogni tatuaggio significa qualcosa. Un determinato periodo della vita, un evento bello o brutto, viene inciso nella sua carne. Se lo si fa da soli o con un coltello o si fa fare un tatuaggio da un artista professionista, è la stessa cosa”.

Johnny Depp, pirata strampalato, perfido barbiere tagliagole in Sweeney Todd, fantastico Willy Wonka ne La Fabbrica di Cioccolato, inquietante in Edward Mani di Forbici; è uno degli attori più versatili di Hollywood, capace di entrare nei personaggi e trasformarsi a tal punto da essere irriconoscibile.
Secondo Tim Burton “una delle grandi qualità di Johnny Depp è proprio la capacità di comunicare senza dire nulla. E’ magico in quel senso: non sai a cosa sta pensando, ma sotto la superficie vedi tumulto, tristezza, oscurità, rabbia. FANTASTICO!”
John Christopher Depp II nasce il 9 giugno 1963, durante l’adolescenza è la musica la sua vera passione, il successo tarda ad arrivare e quindi Johnny è sempre a corto di denaro. Si arrangia come può trovando lavoro come muratore, benzinaio, venditori telefonico di penne e spazi pubblicitari. La sua vita cambia quando nel 1984 incontra Nicolas Cage, nipote di Francis Ford Coppola. Gli viene offerto un contratto come attore. Tutti i suoi primi film gli servirono solo per mantenersi come musicista. La notorietà, la fama, il successo e i soldi non soddisfano però l’animo impetuoso ed inquieto di Johnny, profondamente infelice e frustrato, intrappolato in ruoli che richiamavano il “bello” e il ” bravo” ragazzo. Sarà un caso che il primo film che girerà è una sorta di Grease che ridicolizza le star per teenager. Inizia così la sua carriera di “outsider” sempre pronto a mettersi in gioco nei panni di perdenti e diversi, ribelli e sognatori, conquistando il successo senza rinnegare le proprie convinzioni e i propri principi, non scendendo mai a compromessi.
“Sono timido e paranoico e non sopporto essere famoso. Ho fatto di tutto per cercare di non esserlo!”
Il 19 novembre 1999 Johnny Depp riceve una stella nell’Hollywood of fame, in questa occasione disse:
“Adesso tutti potranno calpestarmi” sottolineando, sarcasticamente, la sua visione del mondo di Hollywood.
Il trasformista, il camaleonte così viene denominato Johnny Depp dai grandi dello spettacolo, ed è per i suoi personaggi che il pubblico lo ammira. La sua capacità di mascherarsi l’ha reso famoso; eppure la maschera è uno dei più antichi scudi dietro cui celare la propria personalità, felicità, tristezza, per non rendere visibile e vulnerabile il proprio viso. La maschera, un artefatto già presente nella preistoria che veniva utilizzata per riti religiosi, rappresentazioni teatrali o feste popolari come il Carnevale. Dunque, perché Johnny Depp porta la sua maschera, per nascondersi o per apparire?
Johnny Depp può essere considerato l’anti vip, colui che mette in crisi le regole su cui si fonda il successo Hollywoodiano: bellezza, fisico statuario, sguardo da bello e impossibile, dimostrando che, benché diversi dal prototipo sociale, si può essere apprezzati e ricordati.

Oscar Wilde diceva che “ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero”.
Tenendo conto dei mille volti di Johnny Depp potremmo attribuirgli bonariamente la sindrome di “zelig”. Tale sindrome viene portata alla luce da Woody Allen nel 1983, il quale porta sul grande schermo una strana storia che poi diventerà un cult. Il film è un documentario comico sulla vita di un uomo che privo di memoria cerca inconsapevolmente di acquisire l’identità di chi gli sta intorno. Una sorta di trasformismo psicologico coatto, di camaleontismo che lo rende di volta in volta una persona diversa. Lo stesso iter si riscontra in Johnny Depp, per la sua straordinaria capacità di adattarsi ai contesti sociali più diversi, di interpretare soggetti sempre nuovi senza mai interpretare se stesso. “Durante la preparazione del film c’è una fase iniziale in cui si conosce il personaggio, poi il personaggio diventa una parte di te: non sono io che divento il personaggio ma è lui che diventa parte di me”
Le prodigiose capacità di Johnny Depp nell’ essere sempre se stesso, pur non essendo mai realmente se stesso, lo ascrivono di diritto nell’olimpo del cinema di tutti i tempi e tra le stelle dell’interpretazione e delle metamorfosi.
Mariarosa Panariello
Pubblicato: 7 October 2009 | miti
Commenti: 3
Commenti
Comment from vincenzo
Data: 8 October 2009, 20:31
il vostro blog e’ tra i miei preferiti :D complimenti!
Comment from red hot
Data: 1 March 2010, 16:59
Amore sono orgogliosissimo di te…..veramente brava,nn fermarti mai!!!!Ti amo
Comment from pruzzy
Data: 9 March 2010, 14:54
sei bravisimma tesoro mioooo




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