Silicone
“Se c’è un difetto che può essere eliminato, perché non farlo!”. Quanti hanno sentito queste parole… Palpebre cadenti, seni da rassodare, vagine da restaurare, possono essere ritoccati grazie alla nuova amica dell’uomo: la chirurgia plastica. Al mondo d’oggi, infatti, dove l’aspetto fisico e l’immagine sono sempre più rilevanti, si avverte prepotentemente l’esigenza di essere belli, senza difetti e sempre più giovani.

La mission della chirurgia plastica è ormai quella di correggere e migliorare imperfezioni estetiche ristabilendo armonia nelle proporzioni del corpo. Essa si serve soprattutto del silicone che si presenta sottoforma liquida e gelatinosa. E’ atossico e non allergico. La sua compatibilità con l’organismo non è solo biologica ma anche psicosociale in quanto in pochi anni la maggior parte delle persone si è abituata a considerare senti rifatti e zigomi rialzati come nuove forme di natura. L’imperativo della bellezza a tutti i costi non è prerogativa della nostra epoca: esisteva già nel mondo antico. Indicativo è il caso dell’imperatore Giustiniano II: per impedirgli di riconquistare il trono gli fu amputato il naso. Se lo fece ricostruire e tornò al potere. Dagli antichi romani ai giorni nostri la chirurgia plastica continua ad essere al centro dell’attenzione. Numerosi programmi televisivi la vedono protagonista: dall’italiano Bisturi alla serie americana Nip/Tuck. E’ forte l’effetto coercitivo esercitato dai media: ci presentano la bellezza come valore assoluto che permette di essere al passo con i tempi e di integrarsi al tessuto sociale. Canoni di una bellezza ideale sono quelli occidentali a cui tutti fanno appello, anche chi possiede tratti somatici diversi. E’ per questo che attualmente si è parlato di globalizzazione della chirurgia estetica. Il silicone, dunque, è un’arma capace di rendere il corpo più sensuale, di inserirlo in un format corporeo standard che aiuta l’individuo ad omologarsi alla società con cui si confronta. Società che non deve considerarlo diverso ma sempre più “in”. Ciò che colpisce è l’aumento di richieste provenienti dai teenagers che si fanno regalare un intervento. La domanda è: “Perché è diventato cosi semplice rivolgersi alla chirurgia plastica?”. Le motivazioni sono disparate: molti interventi al silicone sono economicamente accessibili e richiedono sempre meno tempo: in mezz’ora è possibile ottenere labbra più turgide e rughe meno evidenti, altri invece richiedono maggiore attenzione e controlli periodici. Molti pazienti che si rivolgono alla chirurgia estetica vorrebbero aumentare la propria autostima, piacere di più agli altri. Pertanto è ormai constatato che la chirurgia plastica è parte integrante del nostro vissuto, è esistita da sempre; non più inaccessibile diventa fenomeno di costume: è da qui che si consacra al mito. Non ha bisogno di dimostrazioni, è radicata nel presente e senz’altro nel futuro delle società moderne; annoverata tra le ultime esigenze dell’essere umano diventa un vero e proprio bisogno, non più un piacere, di cui non si può fare a meno.
Amalia Baiano
Pubblicato: 27 October 2009 | miti
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