Taggare
In termini tecnici un tag è un’etichetta, un termine associato a un contenuto digitale per facilitarne l’indicizzazione nei motori di ricerca. E’ quindi un modo semplice per arrivare più velocemente all’oggetto della propria ricerca.
Il fenomeno Facebook (letteralmente album delle facce) sembra inserirsi perfettamente nel panorama culturale odierno: l’era dell’ homo videns, dell’immagine, del bisogno di “essere visti”; non importa in che modo, in TV, al cinema, su un manifesto pubblicitario, su Facebook o su MySpace. Non importa in che modo, l’importante è esserci, uscire dalla massa e affermare sé stessi, la propria esistenza. E l’azione del taggare che cosa rappresenta se non dare un nome ad un volto? Cosa esprime se non la voglia di affermare la propria identità, la propria esistenza? Dare il nome ad una cosa è l’azione fondamentale per sancirne l’esistenza. Il nome è identità. Dare un nome ad un individuo significa dargli un’identità, distinguerlo da tutti gli altri, attribuirgli caratteristiche e qualità che lo rendano unico e irripetibile, diverso da tutti gli altri.
“Bisogna sempre dare un nome alle cose, per meglio riconoscerle o per far sì che esse possano essere ricordate”cit. Francesco Tomata.
Cosa fanno i miti se non conservare la nostra memoria?Essi fissano la nostra identità e la vita stessa in forme stabili e più facilmente comunicabili. C’è dunque qualcosa di estremamente potente nel mito,una potenza più vicina alla morte che alla vita.Pensiamo alla scelta di fronte alla quale è messo Achille,eroe dell’ Iliade: continuare a vivere, o morire ed essere ricordato come“mito”. E’ la morte o meglio la fissazione della vita in raffigurazioni o forme che rende possibile il mito. Grazie ad essi noi ricordiamo. E allora ci si racconta attraverso immagini, video, mettendo in primo piano la propria vita, gli affetti, le passioni, gli umori, in una congerie di dati e informazioni in cui il limite tra pubblico e privato sembra dissolversi.
Il successo trasversale di facebook ha dato al termine taggare una nuova veste e un nuovo significato. E’ infatti soltanto con l’avvento del social network più amato del mondo che il termine entra nel linguaggio comune. Svuotato dal suo senso puramente linguistico, il termine si carica di un significato simbolico e assurge allo status di mito: Il cursore nell’ atto di taggare diventa l’indice divino nell’atto di nominare le cose.
Come si legge nella Genesi “l’uomo è figlio del nome” e forse l’azione del taggare, moderna nella tecnologia ma antica nel suo spirito, riesce ad avere una presa tale proprio in quanto capace di riportare l’uomo alle sue origini.
Federica Iodice
Pubblicato: 19 July 2009 | miti
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