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Social Network

Tutti coloro che hanno un account sono virtualmente membri di una rete sociale. Perché?

Per lavoro, per promuovere se stessi o qualche propria attività, per curiosità, per non sentirsi soli, per difficoltà di instaurare relazioni concrete con altre persone.

Se con internet le distanze si sono accorciate, con i Social Network questa realtà è diventata ancora più tangibile per la praticità nell’interagire con altri utenti. E’ vero, i corpi sono sempre distanti, ma i contenuti della mente e le esperienze di ognuno sono serviti su un piatto d’argento. Basta un semplice click e si ha la possibilità di far sapere a tanti della propria esistenza: hobby, idee, pensieri, o semplicemente di far sapere di esserci in questo nuovo mondo che si allarga sempre di più, che raccoglie sempre più consensi e che riesce a rendere protagonisti anche persone che mai si sarebbero sognate di raccontarsi.

Di Social Network ne troviamo tanti e spesso sono molto simili, ma ognuno ha la sua particolarità: Facebook è riuscito a superare il “tabù” del cognome. Prima si era quasi intimoriti nel fornire i proprio dati reali agli altri utenti per paura di essere “riconosciuti”. Facebook ha rotto il ghiaccio, infatti l’iscrizione prevede l’inserimento del nome e del cognome e quindi, essendo tutti “scoperti”, si ha la possibilità di essere rintracciati e di rintracciare l’amichetto di infanzia o la fidanzatina dell’asilo.

Se prima incidere la propria musica, farsi conoscere da tanti e da case discografiche era un’impresa faticosa in termini economici e di tempo, ora, con i Social Network quali Myspace, è diventato semplicissimo : il solito click e si è sulla piazza. Ovviamente senza sottovalutare il grado di bravura e di fortuna: Arctic Monkeys, Lily Allen e molti altri ce l’hanno fatta.

Non dimentichiamo le amate foto, le quali esse stesse diventano fenomeno aggregante e sociale, “l’occhio è il metro di giudizio più importante”. Vedere l’ex fidanzatina come è diventata, ricordare l’estate passata con gli amici, “osservare” la vita degli altri, sono le attività più frequenti.

Ci sono comunità virtuali che si basano proprio sulle fotografie a livello professionale e non, dando la possibilità agli utenti di farsi conoscere anche in questo campo, di trovare nuove collaborazioni ed occasioni o partecipare ad eventi importanti.

Tutto ciò a volte può diventare una tortura, ma dipende dall’uso che se ne fa. Narcisismo, frustrazione e alienazione potrebbero avere il sopravvento sulla curiosità. Narcisismo perché ormai si è portati a valutare quanto lo spazio virtuale sia “figo”, quante le visite, quanti i commenti alla foto della nonna, è come se diventasse una gara a “chi ne ha di più”, tutto per accrescere la propria autostima e quella degli altri, ma quando ciò non avviene si passa alla frustrazione e successivamente alla dipendenza: “devo controllare chi mi ha cercato, cosa vogliono, devo rispondere al tipo del Perù che mi ha commentato la foto con il cane”, fare in pratica attività sociale virtuale come si farebbe al bar.

Questo spazio virtuale personale non è altro che la mera rappresentazione dell’idea che si vuole dare agli altri di sé, massimizzando i pregi e minimizzando i difetti.

L’uomo agisce in questo modo anche nella vita reale, soltanto che con i Social Network oltre ad essere abbattute le distanze, viene data la possibilità e la libertà di mostrarsi e guardare indisturbati, con il risultato che tutti vengono a conoscere tutti, scoprendo che il mondo è poi così piccolo.

Simona Monteleone

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