Kebab
Il Kebap (arabo كباب) è un piatto a base di carne tipico della gastronomia turca, persiana e araba. In Europa occidentale, dove è divenuto piuttosto popolare grazie all’immigrazione araba e turca, viene chiamato “Kebāb” (che in arabo significa “carne arrostita”). Il kebab viene infine completato da spezie e salse a scelta.
Con il sorgere di numerosi locali questa specialità sta notevolmente diffondendosi anche in Italia; in numero maggiore rispetto ai veri e propri ristoranti etnici, vi sono quelli da asporto che, oltre al kebab (generalmente nella versione con insalata e pomodoro), propongono anche la nostra pizza al taglio. Sono gestiti soprattutto da Egiziani, Persiani, Siriani, Pachistani ed Indiani e stanno diventando una sempre più affermata alternativa ai classici “fast-food” andando oltre diffidenza e pregiudizi. Ma non è sempre così; il kebab è mito in quanto simbolo di una cultura diversa, una cultura “araba”, quella che negli ultimi anni è vista con una certa diffidenza (la ragione igenico-sanitaria spesso nasconde infatti un vero e proprio razzismo). Addirittura a Lucca c’è stata un’ordinanza comunale che vieta nel centro storico l’apertura di rivenditori di cibo etnico con la scusa di “tutelare” la tradizione toscana.
Tuttavia legge o non legge la globalizzazione passa anche attraverso il kebab. E non basteranno delibere discriminatorie a fermare la proliferazione di questi nuovi esercizi commerciali. Con il passar del tempo possiamo dunque pensare che il kebab farà concorrenza alla pizza napoletana e agli hamburger dei Mc Donald’s. E così il più famoso panino mediorientale affiancandosi agli altri street food si configura come un mito di massa figlio del nostro tempo.
Per mangiare un kebab, infatti, bastano circa 3 euro e mezzo, decisamente alla portata di tutte le tasche. In prima linea la fascia giovanile, solitamente maggiormente predisposta al nuovo. Questione di gusti, ma anche questione di soldi. E questione di idee. Perché entrare in un negozio rivenditore di kebab implica l’accettazione di un’altra cultura e l’apertura ad essa. Nonostante possa sembrare un atteggiamento poco comune e complicato in realtà il consumo di cibi etnici è aumentato del 10,5% nel 2008. Kebab, cous-cous, involtini primavera e sushi dilagano nelle nostre città. C’è chi parla d’invasione.
Il fenomeno potrebbe considerarsi come una moda passeggera o invece come una tendenza destinata a incrementarsi. L’ipotesi più probabile sembra apparire la seconda per i molti punti di forza del kebab: veloce, in una società sempre più “di corsa”, economico, per una società sempre più “in crisi”, con un gusto etnico e fuori dal comune, per una società “moderna” e perennemente in cerca di novità. Questi i fattori chiave del successo che portano a scommettere sulla lunga vita di questa tradizione anche perché così come la storia contemporanea avvicina sempre più l’Occidente ai Paesi Arabi … lo stesso fa e farà la gastronomia.
Mariano Amodeo
Pubblicato: 16 July 2009 | miti
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