sogni collettivi nel terzo millennio

Main menu:


  • Ultimi Miti

(in)Sicurezza

Il termine sicurezza deriva dal latino “sine cura” e può essere definita come la “conoscenza che l’evoluzione di un sistema non produrrà stati indesiderati”. Abraham Maslow, psicologo umanista, in “Motivation and personality”, inserisce il bisogno di sicurezza subito dopo quelli fisiologici e deriva l’esigenza di sicurezza dalla necessità di sentirsi liberi da minacce e pericoli. Paura e Sicurezza sono due aspetti strettamente connessi, anzi la Sicurezza, nei nostri giorni, è figlia e madre della paura, come il giorno lo è della notte, un ciclo del quale non si conosce l’inizio e la fine. È come l’acqua, la sua forma è mutevole e molteplice. Si parla di sicurezza sul lavoro, informatica, nelle comunicazioni, alimentare, nei trasporti o ancora di quella nazionale o internazionale.

Basta sfogliare un qualsiasi quotidiano per rendersi conto del “peso” mediatico di questi argomenti, tra i quali spiccano quelli inerenti alla criminalità (massicciamente e continuamente) e quelli alimentari (oramai quasi ciclicamente). Le notizie di cronaca nera, cronaca giudiziaria e criminalità organizzata risultano raddoppiate, se non addirittura triplicate, in pochi anni, passando dal 10,4 per cento dell’intera durata dei Tg nel 2003, al 23,7 per cento in quelli del 2007. La cronaca nera è stata l’argomento messo in maggiore evidenza dai telegiornali, addirittura prima della cronaca politica, mentre nel 2007 per oltre 200 volte i fatti di cronaca nera sono stati la notizia di apertura dei TG nazionali. Questo nonostante i dati Eurispes 2009 confermino una sostanziale diminuzione dei crimini, soprattutto nella fattispecie dei delitti o dei borseggi che registrano il tasso più basso degli ultimi 30 anni.

Nuove epidemie sembra siano sempre sul punto di scoppiare (“Mucca pazza”, Aviaria e la “Febbre suina”), preannunciate da catastrofiche previsioni di milioni di infetti e morti, che poi nella realtà si rivelano spesso isolate a pochissime vittime, neanche centinaio nell’intero pianeta, ma sufficienti a provocare una drastica caduta nei consumi e degli spostamenti delle persone. Basti pensare che nel 2001, all’epoca della mucca pazza, il consumo di carne bovina in Italia è sceso del 40%.

Non è semplice capire quanto questa mole d’informazione allarmiste sia manovrata ad arte (per fini politici ed economici), fatto sta che il consumatore non potendo avere contatti diretti nella filiera alimentare non può far altro che affidarsi ai media, avere fiducia negli organi d’informazione e riporre le proprie speranze nei certificati alimentari che assicurano (o almeno dovrebbero) provenienza e genuinità dei prodotti. Oggi viviamo in una società sempre più globalizzata e industrializzata, mentre un tempo non esisteva la grande produzione e distribuzione perciò il consumatore sapeva da chi comprava il prodotto e vi si affidava. Al giorno d’oggi invece veniamo all’improvviso messi in guardia dal metanolo o dal mascarpone, dal pollo ruspante o dalla mozzarella, dalle uova o dall’agar agar. Diventano i nostri nuovi nemici, magari per un solo giorno, salvo poi doverci ricredere e domandarci come mai abbiamo criminalizzato improvvisamente un cibo. Ma non possiamo far altro che inseguire la sicurezza, perché è nella nostra natura, ma così facendo rischiamo di sentirci sempre più insicuri. Come diceva Sofocle “per chi ha paura tutto fruscia”.

Andrea Mazza

Commenta