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Viagra

In un bar un uomo sulla settantina, alto, brizzolato, avvicina una donna, affascinante, sui 40 anni, forse più, forse meno, le offre da bere. E’sicuro lui, nella tasca della giacca ha la sua “pillolina blu”. Droga? No, niente del genere, è qualcosa d’altro. La pillola blu, il Viagra, il farmaco della felicità sessuale.

Nato per errore da un progetto originariamente rivolto alla cura di problemi cardiaci che ha poi evidenziato effetti collaterali quali erezioni a catena nelle cavie, il farmaco, diventato da subito un “accessorio” indispensabile dell’armamentario maschile anti-crisi, ha da poco festeggiato i suoi 10 anni in commercio, aggiudicandosi il titolo di “successore” di antichi espedienti talvolta bizzarri quali rimedi a base di orchidea, zafferano, pinoli, miele, vino, ravanello, asparagi e pepe[1] dalle dubbie capacità miracolose e raggiungendo un successo economico senza precedenti.

“Dal 1998 ad oggi nel mondo sono state consumate oltre 1,8 miliardi di pillole da circa 35 milioni di uomini [...] 60 milioni di compresse vendute in dieci anni nel nostro Paese con una media di 4.300 pillole blu ogni 1000 uomini oltre i 40 anni”.[2]

Un successo che la Pfizer, prima casa produttrice, ha potuto raggiungere grazie allo scopritore del principio attivo del Viagra, il sildenafil, Robert Furchgott, morto all’età di 92 anni lo scorso 23 maggio.

“ […] dal suo lavoro sull’aorta dei conigli sarebbe arrivata quella piccola losanga blu che ha reinventato la sessualità umana”.[3]

Un successo dovuto anche al largo consumo del prodotto fra i giovani.

“Il record di Modena […] conta soprattutto sui consumatori tra i 18 e i 25 anni, come afferma la stessa casa produttrice”.[4]

Voglia di disinibizione sessuale e ansia da prestazione, questi i motivi principali che spingono sempre più ragazzi ad acquistare il prodotto presso le farmacie virtuali che offrono la pillola a prezzi stracciati. In un clima in cui il sesso è vissuto come una sfida con se stessi attraverso il quale si cerca di riconquistare fiducia nelle proprie capacità sessuali, in cui sempre più spesso la conoscenza tra ragazzi ha inizio sotto le lenzuola, prendere la “pillola dei miracoli” e giocare d’anticipo su un’eventuale defaillance sembra essere la soluzione migliore per fugare ogni timore.

“Fino al 1998 il black-out sessuale era un evento drammatico per molti maschi, anche giovani. Poi la rivoluzione Viagra: arriva la cura. Escono allo scoperto i casi di sofferenza”.[5]

Un farmaco rivoluzionario, dal forte impatto sociale e culturale, che ha contribuito a cambiare la percezione sessuale degli uomini liberandoli dall’incubo dell’impotenza. Non più accettazione passiva, nessuna vergogna a riconoscere il problema e a rivolgersi ad uno specialista. Niente più limiti d’età e di salute fisica, via libera all’amore, al sesso, alle pulsioni; il divario tra desiderio e realtà è finalmente colmato.

Marcella Piantadosi

Note:

[1] http://articolionline.net/2008_11_02_archive.html

[2] http://scienzaesalute.blogosfere.it/2009/01/dieci-anni-di-viagra-consumate-oltre-18-miliardi-di-pillole.html

[3] http://rassegnastampa.unipi.it/rassegna/archivio/2009/05/25SIB1385.PDF

[4] http://gazzettadimodena.gelocal.it/dettaglio/Boom-del-Viagra-a-Modena-tra-i-giovani-dai-18-ai-25-anni/1524442

[5] http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2007/07_Luglio/23/pappagallo_viagra_quotidiano.shtml

Commenti

Comment from stefania
Data: 12 June 2009, 16:17

Davvero bravissima!!!!

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