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Valentino Rossi

Io sono leggenda

“Non mi piace vivere sopra le righe. Il mio non è un mestiere in cui si fa musica o film. Non siamo rockstar che vanno negli hotel e spaccano tutto. Siamo sportivi, abbiamo dei valori, schemi in cui restare. Inoltre siamo modelli per chi ci guarda.”

“Andavo bene a scuola. Facevo bene un sacco di altre cose. Ma io volevo correre. Forte, fortissimo. Con la moto. E l’ho fatto. Pensa se non ci avessi provato.”

motogp_penna_valentino_rossiValentinik, eroe moderno, trova la propria forza nella tecnologia, da uomo normale diventa super-eroe grazie alla sua armatura super-tecnologica. Cos’è, infatti, Valentino senza la sua moto? Proprio come un centauro, essere mitico che unisce il cavaliere alla sua cavalcatura, egli è tutt’uno con la sua moto. Moderno Prometeo, grazie all’ingegneria riesce a fare qualsiasi cosa, a superare i limiti dell’umano, con quei sorpassi all’esterno che solo lui sa effettuare. Come Hermes, il dio con le ali ai piedi, vola in sella alla sua yamaha numero 46. Emblema della velocità di connessione, è stato eletto super-testimonial dai pubblicitari. Ha assunto, in questo modo, una posizione di rilievo rispetto ai suoi colleghi che restano, nonostante tutto, dei semplici “esseri umani” in sella ad una moto. E’ riuscito ad abbattere ogni regola motociclistica: otto volte campione del mondo, l’unico nella storia del motociclismo ad aver vinto il titolo mondiale in quattro classi differenti e a vincere il titolo per due anni consecutivi della classe regina con due scuderie diverse, detiene il record di podi consecutivi nella classe MotoGP, è attualmente il pilota con il maggior numero di successi. Allo stesso modo, ha ribaltato ogni schema del personaggio pubblico, costretto a confrontarsi, suo malgrado, con la folla e i giornalisti. Rossi non cerca la notorietà, ma è la notorietà che cerca Rossi. Per lui, i tifosi hanno da subito riservato un posticino nel loro cuore, i giornalisti impazziscono per Vale, basti ricordare l’ormai celebre “Rossi c’è” urlato da Guido Meda a ogni trionfo del campione. Non ci sono più dubbi: è lui il più amato dagli italiani. Non esiste alcun termine che possa definire cosa Rossi significhi per il Motociclismo, se non dire che Rossi è il Motociclismo.

Le gag di fine gara sono il segno di un campione fuori dagli schemi, genio e sregolatezza, divenuto divo da copertina e idolo delle folle. La passione per le moto a Valentino Rossi viene trasmessa dal padre, il pilota di Urbino, è, infatti, figlio d’arte. Il suo carattere estroverso e spensierato, ha avvicinato molte persone a questo sport. Tanto da poter dire che oggi chiunque conosce Valentino, grazie al suo stile di guida sempre un po’ folle e teatrale e alla sua irrefrenabile esuberanza che gli impedisce di essere del tutto serio anche fuori dalla pista. Celebri sono le sue frecciatine a distanza con Max Biagi, perché “il dottor” Rossi non è uno che la manda a dire. I bambini lo adorano. Vale ha cambiato i loro sogni, tanto che da grandi, non desiderano più fare i calciatori, ma i piloti, sperando di riuscire, un giorno, a volare proprio come lui. Valentino, non si sente affatto arrivato, vuole ancora dimostrare qualcosa. Cosa, ci chiediamo quasi increduli. Che non è ancora arrivato il tempo in cui il campione chiuda a chiave la bacheca dei propri trofei, lasciando spazio al suo mito. E’ forse questo mito, che cerca il proprio posto nella storia, provando a inseguire disperatamente la coda della yamaha, targata “the doctor”.

Concetta Mercogliano

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