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Tom-Tom

Per l’uomo che non deve chiedere mai.

tomtom

Parla solo quando è necessario e fornisce indicazioni sulla strada da percorrere, tiene l’autista costantemente informato sul limite di velocità, lo allerta di eventuali autovelox e posti di blocco e può anche invitarlo a prendere un caffè avvertendolo che “c’è una stazione di servizio più avanti”; non è una moglie, né una suocera, ma il migliore amico dell’autista moderno: il tom-tom.
Basta inserire il luogo di destinazione, in quanto tempo si desidera arrivare, che tipo di strada si vuole percorrere e il caro tom-tom elaborerà un percorso che corrisponde alle esigenze di chi, come Dante, ricerca la retta via.

L’uomo fornito del navigatore satellitare non ha più bisogno di soste impreviste e imbarazzanti richieste d’aiuto, dato che il percorso è già stabilito e la meta, seppur lontana, appare chiara e determinata.
Grazie a queste caratteristiche, il tom-tom si configura oggi come un oggetto mitico della società moderna, non solo utile, ma anche ricco di significati più o meno palesi.
Di certo il tom-tom può indicare un certo status sociale, dato che, se le famiglie che si dirigono verso la solita meta vacanziera non hanno problemi a chiedere aiuto al passante di turno, l’uomo in viaggio per lavoro non può di certo perdere tempo prezioso.
E proprio per questo il navigatore satellitare, da oggetto utile ad una ristretta élite è diventato un oggetto acquistato da chiunque per il semplice piacere di dire “segui la mia macchina che io ho il navigatore”.
Ma attenzione, come molti oggetti mitici, anche il tom-tom presenta degli aspetti negativi.
Basti pensare alla ricerca commissionata dal quotidiano inglese The mirror, secondo cui sarebbero 300.000 gli incidenti causati dal GPS.
Inoltre, su circa 14 milioni di automobilisti muniti di sistema GPS, parecchi milioni raccontano di aver commesso infrazioni e di aver effettuato manovre pericolose perché suggerite dal tom-tom, come il comando di imboccare contromano strade a senso unico.
Un sondaggio, condotto dalla compagnia assicurativa Direct Line su un campione di 2.000 automobilisti, evidenzia come spesso il navigatore si riveli più deleterio che realmente utile a raggiungere la destinazione voluta.
Questi dati non sono relativi solo alla Gran Bretagna: un chirurgo di Udine si è ritrovato a guidare su una rampa di scale dopo aver seguito alla lettera le indicazioni del navigatore e un automobilista statunitense si è trovato a viaggiare sui binari della ferrovia con un treno che gli veniva incontro.
Un’altra critica che molti studiosi, tra cui Frédéric Beigbeder, muovono nei confronti del Tom-Tom è quella di dare all’autista una libertà del tutto effimera, di accompagnarlo in un viaggio in cui ciò che conta è la meta e non il cammino.
L’autista munito di tom-tom ha dimenticato, infatti, che sbagliare una strada gli permette di scoprire luoghi imprevisti e di conoscere persone interessanti proprio come Cristoforo Colombo che, “sbagliando strada”, sbarcò sul Nuovo Continente.

Nunzia Falco Simeone

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