sogni collettivi nel terzo millennio

Main menu:


  • Ultimi Miti

La 42, quella tiranna

Il corpo vince, il corpo perde?

Il corpo sta diventando un’ illusione, una fantasia, si stacca dalla vita, assume una perfezione immaginaria mentre nella realtà dilagano anoressiche e bulimici, diventa eterno, porta ai limiti della depressione perché la differenza tra la propria immagine e quella di pubblicità, cinema e televisione continua a crescere.

“Le taglie 40 e 42 sono la norma”.
“E chi decide la norma? Chi lo dice che tutte devono avere la taglia 42?”
“La norma è dappertutto, su tutte le riviste, in televisione, nelle pubblicità”.

Ecco cosa si è sentita rispondere la scrittrice marocchina Fatema Mernissi in un grande magazzino di New York.

“Noi donne musulmane abbiamo un solo mese di digiuno,il Ramadan, ma le povere donne occidentali sempre a dieta devono digiunare dodici mesi all’anno”.

Nella società odierna il corpo recupera tutte quelle pratiche che un tempo erano dell’anima.

Dal digiuno nelle forme ossessive delle diete che così da vicino richiamano le pratiche ascetiche, agli esercizi fisici che, nella loro ritualità e ripetitività, richiamano gli esercizi spirituali intrisi di sacrifici e mortificazione. In questo modo il corpo diventa quell’istanza gloriosa, quel santuario ideologico in cui l’uomo consuma gli ultimi resti della sua alienazione.

Si parla di “alienazione” perché oggi non “abitiamo” più il nostro corpo, ma, al pari degli schizofrenici, lo percepiamo come altro da noi, come qualcosa che dobbiamo “costruire” per renderlo il più possibile corrispondente ai canoni di salute, forza, bellezza che la nostra cultura diffonde perché si possa essere accettati e per auto-accettarsi. Non più il corpo come “veicolo”, ma come “ostacolo” per essere al mondo, se non corrisponde ai criteri fissati dalla moda per essere guardati, appetiti e desiderati. E tutto si ferma lì, nella clausura di un autismo narcisistico che non approda alla comunicazione, ma alla soddisfazione di essere oggetto di un desiderio che, ripiegandosi su se stesso, celebra la sua perversione.

“Il soggetto, ritenuto fondamento sicuro, è invece da sempre penetrato da relazioni di potere che lo fanno essere quello che è, che lo plasmano nei pensieri e nei comportamenti, nei desideri, nel corpo, nei bisogni; quel soggetto è prodotto dalle pratiche disciplinari che gli fissano un’identità” (M. Foucault, 1977, Microfisica del potere).

Questo spiega perché proprio il corpo, e specialmente quello delle donne, si trasforma in un ottimo pretesto per alimentare ancora di più il feroce dissidio tra l’identità Islamica e quella Occidentale: l’Islam lo asservisce occultandolo, l’Occidente lo chiude in una taglia 42, lo umilia denudandolo davanti a milioni di telespettatori, le donne islamiche reclamano la libertà di portare quel velo che le imprigiona non solo simbolicamente, le donne occidentali esistono solo quando sanno di essere osservate; solo attraverso lo sguardo dell’uomo il loro essere (esse) e’un essere percepite (percepi).

Diventa semplice,allora, spiegare il motivo per cui una serie americana di successo come “Ugly Betty” è un punto di riferimento mediatico anche per chi non ha una taglia 42. E’ un prodotto che piace perché sembra dire a chi la guarda che “essere” al giorno d’oggi vuol dire creare il personaggio che va contro gli stereotipi mutuati dalla società. Perché, in fondo, è più facile compenetrarsi in Bridget, in Betty o in una Barbie taglia 46 piuttosto che in un eterna adolescente dal fisico irreale, costruito, trasfigurato, desiderato, bugiardo, continuamente promesso e quasi mai ottenuto.

Il nostro corpo infatti conosce solo il consumo e il godimento e nulla sa di quell’immortalità di cui va fiera l’anima, e che la scienza medica, in alleanza col desiderio di infinito, vorrebbe fargli sognare. Ma quest’ultimo ben conosce il suo limite, riverbero della sua saggezza, per cui Nietzsche può dire, e noi in accordo con lui che “c’è più ragione nel tuo corpo che nella tua migliore sapienza”.

Alessia Raia

Commenti

Comment from Carlo
Data: 2 June 2009, 17:13

Bravissima….

Commenta