Jeans
Dalle miniere alle passerelle
Sono il capo di abbigliamento che ha maggiormente influenzato il costume del nostro tempo. Da oltre 150 anni protagonisti della vita di intere generazioni. Indossati da persone di ogni età, sesso, estrazione sociale e Paese.
Si, sono proprio loro: i mitici Jeans!
E’ a Genova che intorno al Cinquecento che nasce il tessuto che sarà poi destinato ad accompagnare l’evoluzione dei jeans, da capo indossato nelle miniere a protagonista indiscusso delle passerelle: con il nome “blue de Genes” veniva indicato, infatti, un tipo di telone color blu impiegato sulle navi per coprire le merci.

Il jeans viene utilizzato come indumento da lavoro per la prima volta a partire dal 1850, nel momento in cui, a San Francisco, Levi-Strauss lancia un modello di pantaloni resistenti ed allo stesso tempo confortevoli, capaci di resistere all’usura ed alle frequenti immersioni in acqua dei “cercatori d’oro”.
E’ nel secondo Dopoguerra che esso si trasforma in indumento “da tempo libero”, legato sopratutto al mondo giovanile.
Il 1920 è l’anno in cui nasce il jeans destinato all’universo femminile.
Da questo momento in poi, esso diventa in assoluto il primo capo di abbigliamento “unisex”, ovvero che può essere indistintamente indossato da entrambi i sessi.
La gloriosa minigonna, che negli anni ’60 ha costituito l’emblema della femminilità, ha dovuto cedere il posto al grande successo dei jeans, che si configurano, oggi, come il capo d’abbigliamento più frequentemente indossato dalle donne.
Negli anni ‘60 i jeans, ed in particolare il Levi’s 501, venne adottato come simbolo delle ideologie rivoluzionarie, contro il perbenismo conservatore e borghese.
E’ con la fine degli anni ‘70 che le griffe si impadroniscono del jeans: i più celebri stilisti del mondo (da Armani a Dior, da Cavalli a Calvin Klein, da D&G a Prada), fanno di questo indumento un capo di alta moda.
Nascono così i cosiddetti “jeans-gioiello”, che testimoniano come praticità ed eleganza possano essere conciliate in un mix dal successo inaspettato e senza precedenti, considerato quanto sia effimero il settore della moda.
Attualmente i jeans sono per la maggior parte delle persone come una seconda pelle, un indumento comodo e versatile, adatto sia per il giorno che per la sera, sia per occasioni sportive che eleganti, sia per situazioni formali che informali.
Ma per questo capo d’abbigliamento si apre anche una nuova sfida: è prevista sul mercato l’entrata dei “jeans ecologici”, che rispettano l’ambiente.
Un gruppo di studiosi di Palo Alto (California) ha realizzato una tintura eco-compatibile, grazie alla quale la grande industria potrebbe abbandonare l’ampio uso di pigmenti sintetici, ritenuti nocivi non solo per l’ambiente ma anche per la salute degli uomini.
Di recente, in America, il Washington Post ed il Wall Street Journal hanno dato inizio ad una sorta di “crociata anti-jeans” etichettandoli come sciatti, ipocriti e di sinistra ed accusandoli di aver “minato lo spirito nazionale”.
Tuttavia, risulta alquanto improbabile che la campagna contro il “Demon Denim” (come lo ha definito il giornalista americano George Will) possa incrinare il successo di un indumento che, avendo contribuito alla rivoluzione dei costumi nel mondo, ha acquisito lo status di vera e propria leggenda e che si configura ormai come un vero e proprio mito.
Veronica Fiorillo
Pubblicato: 17 June 2009 | miti
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