E’ il fenomeno del momento, adorato da tanti, ignorato da pochi.
Come una moderna Atlantide virtuale, facebook è un isola-paradiso dove gli uomini vivono in serenità ed armonia grazie alle “ricchezze” del luogo che li ospita.
Gli abitanti di Atlantide, non avendo necessità di lavorare, si dedicavano completamente all’otium letterario. Oggi i “cittadini” di facebook si dedicano all’ozio modernamente inteso come svago.

Facebook è il social network più famoso al mondo, è stato fondato nel 2004 da Mark Zuckerberg, allora studente di 19 anni e da quel momento la sua storia è stata una scalata verso il successo.
Ma cosa ha “il libro delle facce” di diverso da tanti altri social network? La grande differenza di facebook rispetto agli altri “suoi simili” sta nel fatto che la stragrande maggioranza degli utenti si iscrive con i propri dati anagrafici e la maggior parte inserisce anche una propria foto. Questo fatto permette agli utenti di cercare per nome e cognome gli amici. Successivamente il programma propone “amici degli amici” e la rete sociale si allarga.
Per Massimo Canevacci professore di antropologia culturale presso l’università La Sapienza di Roma, uno degli aspetti vincenti di questo social network è l’aver incarnato al meglio le potenzialità del web 2.0, dando vita a una comunicazione orizzontale che prelude ad alcuni aspetti, del web 3.0, in cui l’utente partecipa alla fase creativa e organizzativa di Internet.
Facebook è il luogo dell’amicizia e di una nuova intimità tra le persone, che rompe il muro della privacy e porta a scambiarsi non solo informazioni, ma anche emozioni. Sulle sue pagine, l’utente può costruirsi un profilo reale, che può aggiornare nel tempo inserendo solo i dati che vuole far emergere. Proprio questa autenticità sembra essere uno dei fattori che ha consentito a Facebook di superare gli altri network, portando milioni di ragazzi, studenti e professionisti a partecipare e interagire tutti i giorni, più volte al giorno.
L’8 maggio scorso è uscito nelle sale italiane “Feisbum”, una commedia che racconta il fenomeno di facebook . Il film, prodotto da Marco Scaffardi, si annuncia come una satira corrosiva, in 8 episodi sul mondo virtuale che più si fonde con la vita reale. Il film è stato realizzato per raccontare in modo divertente e spietato l’incredibile mondo di “face” con gli schemi più classici della commedia all’italiana.
Per Lévi-Strauss il mito è una rete strutturale che mette in comunicazione l’emotività e la razionalità. In un certo senso questo era anche l’intento di Zuckerberg, mettere in comunicazione tutti gli utenti di internet e allo stesso tempo capire quali sono le relazioni che li legano l’uno all’altro.
Platone racconta che l’isola di Atlantide nello spazio di un giorno e di una notte, colpita da spaventosi terremoti e cataclismi, fu inghiottita d’un solo colpo, s’inabissò nel mare e scomparve.
Simile sorte colpirà il mito di facebook, o resterà per sempre un paradiso sociale in cui tutti sembrano essere amici da tempo?
Ai posteri l’ardua sentenza.
Caterina Munno
Pubblicato: 17 June 2009 | miti
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