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Chirurgia Estetica

Il mito del corpo eternamente giovane

Chirurgia plastica vuol dire letteralmente chirurgia che modella (dal greco plastein, modellare) e il ricostruire ne è la caratteristica principale e comprende l’uso di innesti e lembi. La chirurgia plastica, quindi, corregge le malformazioni patologiche e le amputazioni chirurgiche, o da trauma, ridando forma e funzionalità al corpo. Quando la chirurgia plastica si fa carico, invece, di una malformazione oppure di un difetto non patologico, che alterano la fisionomia del corpo si parla di chirurgia estetica.

Aldilà delle più tecniche definizioni bisogna ammettere che oggi la corsa al chirurgo estetico è di moda, paradossalmente è diventata “naturale”. La medicina permette e l’uomo dispone. Le motivazioni? Il desiderio di perfezione. La paura di non essere belli. La voglia di cambiamento. La sfida con se stessi. L’insicurezza psicologica.

Vi è una continua ricerca del bello, del bello giovane, del bello che piace… agli altri e a sé. Il bisturi del chirurgo plastico è la nuova ambrosia, l’elisir di lunga vita e il balsamo del corpo immutabile. Il suo tocco magico è solo per pochi fortunati, che possono permettersela, entrando a far parte per sempre dell’Olimpo della bellezza. Ma niente paura, il nettare divino, se insufficiente, ha tanti surrogati. Surrogati prodotti su scala industriale dall’uomo moderno, da sempre alla spasmodica ricerca della fama, dell’immagine che colpisce, della bellezza assoluta, quella che si nota, quella che piace a tutti. Sembra proprio che tutti vogliano diventare glamour, ed oggi c’è il veloce ed efficace nip & tuck.

Il dottor Bruno Giacomo Carrari, chirurgo estetico di Firenze e segretario della Società Italiana di Medicina e Chirurgia Estetica, asserisce che “non sempre il paziente affronta la questione dell’instabilità emotiva che sta all’origine di certe richieste estreme, quanto comuni, come quella di assomigliare a qualche personaggio dello star system. Essenziale è invece capire ciò che la persona vuole davvero e che la fa stare bene”.

Ma i più recenti sondaggi mostrano come una fascia di popolazione tendenzialmente molto interessata agli interventi di chirurgia estetica sia quella dei teenager, che spesso li richiedono come regalo di compleanno o per la promozione scolastica. Si sta quindi andando verso la commercializzazione generalizzata del bello, tipica dell’uomo moderno, ormai in preda ad un delirio edonista e consumista?

E’ il ritorno di Afrodite ammirata, lodata e invidiata. La bella tra la belle. Oggi si chiama Prima Pagina, e il pennello del Botticelli è stato sostituito dalla mano di Photoshop. Ma se l’artista fiorentino dipingeva la nudità della dea in quanto affermazione della bellezza pura e della semplicità dell’anima, i moderni nudi di riviste e pubblicità si dice che narrino di una “bellezza senza verità”, senza origine, senza i segni del tempo… quasi fossimo tutti dei piccoli Dorian Grey: è forse un modo per cancellare la storia e il passato? Cominciamo col chiederci: perché un intervento chirurgico? Si sa che l’uomo è alla continua ricerca della felicità. La felicità è stare bene con gli altri e con se stessi. Oggi si è sereni e si riesce ad avere un contatto col mondo esterno se ci si sente belli, attraenti, corteggiati… alias sicuri di sé. Il mezzo per arrivarci forse lo abbiamo trovato, e si chiama chirurgia estetica. Ma tutto ha un prezzo, e in questo caso non solo economico. Le ripercussioni psicofisiche, le reali motivazioni, l’inesperienza nella scelta diventano spesso causa di pentimenti e ripensamenti futuri. Vi è quindi una sottile linea di confine tra realtà e desiderio sulla quale camminiamo pericolosamente. John Keats diceva che “beauty is truth, truth beauty”. Meglio dargli retta.

Chiara Ammendola

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