sogni collettivi nel terzo millennio

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Maria e la MitoTv

“Se è vero che per condurre una nave a vela o un carro leggero ci vuole un’arte, perchè non dovrebbe esserci un’arte anche per condurre l’Amore? Come Tifi era il più bravo fra i Timonieri, e Automedonte il più bravo fra gli aurighi, così anch’io cercherò di essere per voi il Tifi e l’Automedonte dell’Amore.”
(I, 5-8 Arte amatoria, Ovidio)

“…In primo luogo cercati una persona da amare,poi, una volta che l’hai individuata, cerca di conquistarla. Il terzo impegno sarà quello di far durare questo amore il più a lungo possibile.”
(I, 35-38 Arte amatoria)

A quanto pare Ovidio stesso non dubitava dove dovesse recarsi chi fosse in cerca dell’Amore: Roma. Che la sua immortalità lo abbia reso anche sceneggiatore e creatore di format televisivi è il dubbio che può, invece, sovvenire pensando ai programmi televisivi che comunemente siamo abituati a vedere in alcune fasce orarie.
Sono mutati i protagonisti del mito ma la mitologia è presente ancora oggi. E’ pur vero che se si chiedesse, a persone a caso, chi fossero Giasone, Prometeo, Tisbe, è molto probabile che si avrebbero risposte inesatte. Contrariamente, se si chiedesse chi siano Ridge o Costantino, si saprebbe rispondere con la massima semplicità. Anticamente il mito veniva raccontato da cantori che in cambio di una cena si riunivano con la gente attorno ad una tavola e raccontavano le avventure degli Dei e degli eroi, tramandandone così le gesta oralmente. Oggi, a differenza della tradizione orale, il racconto è affidato alla televisione, il che equivale a sedersi attorno ad un tavolo con milioni di italiani. Un po’ come succede per Maria De Filippi che quotidianamente incontriamo sugli schermi televisivi. E’ facile credere che lei abbia preso ad esempio e come suo autore Ovidio per uno dei suoi programmi, visto che nella sua trasmissione, “Uomini e Donne”, viene seguito uno schema di regole quasi fosse tutto suggerito da un bizzarro manuale amatorio. Maria, la divinità creatrice di miti, restringe le distanze con il suo esercito forgiato per combattere al suo ordine battaglie televisive. Un esercito capeggiato da caporali da lei stessa eletti a fidati esecutori delle sue direttive, si pensi a Gianni Sperti e a Karina, che come fedeli sentinelle siedono ai lati delle nuove leve, dispensando pareri reimpostati e preconfezionati da un’amabile ma al tempo stesso severa divinità suprema che ordina e dirige dall’alto della scalinata, dove siede attorniata dalle persone del pubblico disposte come se fossero i suoi coppieri. Ma Lei si distingue da essi grazie soprattutto al potente simbolo del potere televisivo, il Microfono, sempre acceso, attraverso cui mette a tacere e placa gli animi infervorati, soprattutto se questi sono contrari al suo volere. Giunone e Giove sull’Olimpo, Maria De Filippi e Costanzo divinità dell’Olimpo televisivo. Giunone regina degli dei e protettrice del matrimonio, Maria De Filippi divinità che tutto crea in amore e tutto può in televisione. Con l’immenso potere di controllare i destini televisivi di chi di volta in volta, quasi in veste sacrificale, sale sul trono per sottoporsi al giudizio divino, Maria, la divinità televisiva, crea i suoi miti e di riflesso si creano attorno a lei e ai personaggi da lei creati delle realtà degne delle più antiche memorie mitologiche. E’ così che, come nel passato venivano a crearsi stuoli di adoratori che si riunivano per venerare le divinità attraverso riti, oggi, in una più moderna società telematica e internauta, tutto questo accade in maniera più globalizzata grazie alle nuove metodologie di aggregazione di internet. E’ a questo proposito che siti come You Tube ci vengono in aiuto testimoniando quanti siano i milioni di “adoratori” delle gesta di Maria: è sufficiente contare il numero di visualizzazioni dei video che registrano la presenza dei “tronisti”. . E’ il suo esercito, è stato forgiato da lei e per lei pronto ad imbarcarsi in una navigazione sfrenata su internet alla ricerca dell’ultimo inserimento. Un sito web creato per i fedelissimi , con un ricco archivio e siti che parlano di lei annotando le sue disposizioni sul popolo televisivo.
Ma storicamente , per ogni religione, scoperta o innovazione, laddove ci sono seguaci ci sono sempre anche dei diffidenti. Ed infatti in parecchie trasmissioni televisive si assiste a dibattiti sull’etica, sul ruolo educativo della televisione, principii che sempre più spesso vengono accantonati in programmi di intrattenimento come “Uomini e Donne”, ma che nonostante tutto soddisfano l’atavica tendenza voyeuristica di ognuno di noi. Arthur Schopenhauer affermava che “Quasi la metà di tutte le nostre angosce e le nostre ansie derivano dalla nostra preoccupazione per l’opinione altrui”. La divinità Maria dona ai suoi mortali telespettatori la possibilità di guardare cosa succede al proprio vicino di casa mentre affronta la sua vita, suggerendo le risposte ai suoi interrogativi di qualsiasi natura. Regala una sorta di Vaso di Pandora catodico, senza avvertire dei pericoli celati al suo interno.
Ma assieme ad una tradizione dissacrante dell’argomento in oggetto, ce n’è un’altra che consacra le vicende della nostra divinità canzonandola. Talvolta per avvicinare all’uomo la figura degli dei si è teso ad umanizzarli descrivendoli con difetti e in alcune pantomime si è anche arrivati a creare dell storie divertenti. Maria non viene esclusa da questo rituale e così diventa, insieme con i suoi programmi , il momento cabarettistico per eccellenza di programmi comici quali Zelig, registrando anche in questo caso un’audience degno delle sue cliccate su You Tube.
Analizzando la storia dei miti e le divinità, si guarda a loro come coloro che dall’alto
regolavano l’umano agire infliggendo a quest’ultima pene o felicità . L’umanità si è sempre affidata alle divinità per trovare in esse una risposta alle proprie domande insolute e per consolarsi dei propri limiti terreni. Il motivo per cui ciò accade, oggi come un tempo, può essere semplicemente spiegato ipotizzando che talvolta si ha voglia di non pensare… o soprattutto di non farlo con la propria testa.

Michela Pintaldi

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